giovedì 30 ottobre 2008
Chi l'ha vista?
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mercoledì 29 ottobre 2008
A che serve dare i numeri?
A che serve dare i numeri e stravolgerli all'insù ogni qualvolta si fa una manifestazione politica?
In primo luogo serve a dare un'idea di poca credibilità: venerdì il PD ha comunicato a tutti i giornali che a Roma sarebbero arrivati 30 treni speciali (facciamo che ognuno contenesse 500 persone) e 1000 corriere (come è noto trasportano 50 persone l'una). Messi assieme fanno 65 mila manifestanti. A cui vanno aggiunti i romani e quelli che si spostano con mezzi propri o senza comunicarlo all'organizzazione. A spanne si potrebbe parlare di 200 mila persone. Un numero più o meno coincidente con quello della Questura, che criticabile e "governativa" fin che ci pare, misura le manifestazioni in maniera oggettiva: 3 persone per metroquadro. Ora, raccontare che in piazza ci fossero 2.5 milioni di persone (cioè una seconda Roma dentro Roma!) vuole dire prendere in giro l'opinione pubblica e rendersi poco credibili.
In secondo luogo stravolgere i numeri serve a dare un'idea che chi organizza queste manifestazioni lo fa su una base programmatica che essi stessi ritengono labile, e che necessita per essere rafforzata di un ampio consenso. Io penso che nella società "liquida" di oggi, nel mondo di una comunicazione iperinflazionata, in un contesto dove le idee e le proteste soprattutto si veicolano in modo virtuale, in un'Italia dove l'informazione fa di tutto da 20 anni per fare sedere le persone sul divano con l'antologica "birrona gelata, spaghetti aglio e olio e rutto libero", portare in piazza 200 mila persone significa mobilitare una quantità enorme di persone. Se i politici che organizzano le manifestazioni non se ne rendono conto, vuole dire che vivono fuori dalla società.
Faccio queste riflessioni all'indomani della manifestazione del PD, ma gli stessi ragionamenti sono applicabili a Berlusconi (che disse di avere portato in una Piazza San Giovanni ben più piccola del Circo Massimo 2,5 milioni di italiani "contro il regime" [!!!]), al Family Day di Pezzotta (due milioni di persone nella stessa Piazza, che secondo la Questura tiene più o meno 200 mila persone), al Concertone del primo maggio, alle manifestazioni degli antagonisti, eccetera.
I giornali si guardano bene di smentire i numeri: al limite mettono tra virgolette le dichiarazioni degli organizzatori ma senza contraddirli. E allora adesso do i numeri anch'io.
Domenica mattina alla messa delle 8 dove abitualmente vado c'erano 2.000 persone. Ho fatto tardi perchè al bar ho fatto una coda dietro a 789 persone per prendere il capuccino. Dopo la messa sono uscito per l'allenamento in bici: sul Giro di Magra eravamo 12.300 (una quarantina per la Questura). Se andassi avanti così, in quanti mi credereste?
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venerdì 24 ottobre 2008
Contro i multisala
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martedì 14 ottobre 2008
Fine stagione
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giovedì 9 ottobre 2008
Vergogna a Sant'Anna
Non ho voglia di stare qui a dire cosa ne penso di Resistenza e dintorni: per chi vuole saperne di più si vada a rivedere due miei vecchi post:
Sono andato a vedere il film dopo l'intervista che Spike Lee ha rilasciato a "Che tempo che fa", sabato scorso. Da un lato mi ha colpito la sua freddezza alle polemiche. Si è difeso dicendo che il Presidente della Repubblica ha apprezzato il suo film (non mi pare una difesa...) e che nel primo fotogramma (inserito apposta per l'Italia?) si dice che il film è frutto di una storia inventata, tratta da un romanzo, e che la storia vera di Sant'Anna è un'altra cosa, in cui non ci fu nessun tradimento partigiano ma solo la violenza nazista (e aggiungo io, anche fascista: tutte le stragi tedesche sulle Apuane, da Sant'Anna a Vinca, furono possibili con la collaborazione dei repubblichini).
Dall'altro lato mi ha colpito l'eccesso di prudenza con il quale Fazio ha incalzato il regista. Quasi timoroso di fare valere le ragioni della verità storica, il conduttore ha di fatto soprasseduto sulle bugie e sulla spocchia del regista. Cosa che mi lascia perplesso: lo stesso conduttore che sabato lasciava di fatto campo aperto alle bugie di Spike Lee, mesi fa chiedeva scusa per le verità che un giornalista di inchiesta suo ospite diceva su una carica istituzionale appena eletta. Ma questa è un'altra storia...
E andiamo al film allora.
Visto che l'obiettivo dichiarato di Spike Lee era dimostrare con la sua pellicola il razzismo che imperversava nei confronti degli afroamericani all'interno dell'esercito USA, e non parlare della strage di Sant'Anna (a cui tra l'altro si dedicano pochissimi minuti del lungo film), perchè non girare la pellicola altrove, magari lontano dall'Italia? Dal 1942 in poi gli USA hanno combattuto tante guerre in giro per il mondo, mandando a morire come carne da macello migliaia di soldati di colore o ispanici, come ben documentato nella traversata del Serchio. C'era solo l'imbarazzo della scelta. Senza scomodare Stazzema. Sarebbero state ambientazioni che non avrebbe fatto perdere pathos al film e al contempo avrebbero permesso di non appropriarsi indebitamente, incautamente e soprattutto in maniera parziale, di una delle ferite più aperte della storia italiana, ferita rese ancor più dolorosa dall'assenza, per 60 anni, di colpevoli, protetti dalla realpolitik di chi, a guerra conclusa, celò i documenti delle gesta eroiche di Kesserling, Reder e soci in un armadio della vergogna, sprofondato nelle cantine di un ministero a Roma.
Ma le scelte discutibili del regista afroamericano non si esauriscono qui: le figure dei partigiani assumono un ruolo secondario nel film, un ruolo di pura "cerniera" per tenere insieme una trama complessa. E avendo un ruolo secondario, ben poco si indugia su di loro, sui perchè della loro scelta di campo, sulle loro convinzioni, sulle loro storie. Per i tedeschi, naturalmente, sono terroristi e banditi. Per gli americani, gente di cui non fidarsi (mentre storicamente lo sfondamento della Linea Gotica avviene con l'apporto fondamentale della guerriglia partigiana), gente ambigua, dedita al tradimento e al sotterfugio.
Ce n'è abbastanza per bocciare un film che se avesse avuto un'altra ambientazione e avesse tenuto fuori fatti storici rivisti ad uso e consumo della sceneggiatura, sarebbe stato da promuovere per la bella fotografia, l'ottimo uso della presa diretta e dei flash-back, la fedele ricostruzione degli ambienti nei paesi di montagna, gli ottimi doppiaggi degli italiani, e da rimandare per un paio di "americanate"all'inizio e alla fine della storia, oltre che per la scelta di mettere in un'unica lingua i dialoghi tra gli americani e i locali.
Archiviato il film, rimarrà il dibattito. Dopo la lodevole e sacrosanta svolta di Fini, poche settimane fa, che ha definitivamente messo fine alle ambiguità di chi voleva la parificazione tra "ragazzi di Salò" e partigiani e ha chiarificato che dalla parte giusta c'era solo chi lottava per la Liberazione - svolta che ha tagliato le ali a chi, sedicente di sinistra, faceva quattrini storpiando la storia della Resistenza (gustosissimo come nel suo
Poteva starsene in America...
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sabato 4 ottobre 2008
La città in cui vivo
E' la città di chi ha proposto la carta di Parma, il documento in cui un certo numero di sindaci di destra e di sinistra hanno chiesto al Ministro degli Interni di avere più poteri in tema di sicurezza. Subito accontentati. Avendo a disposizione come corpo di polizia gente assunta per dirigere il traffico, fare le multe alle auto e consegnare le notifiche ai cittadini.
Ecco i risultati. Vigili in borghese manco fossero un reparto speciale super-addestrato, studenti di una scuola adiacente scambiati per spacciatori, la tensione alle stelle, l'opinione pubblica assetata di "ordine" dopo anni di allarmi gonfiati ad arte.
I responsabili materiali di questo atto che infanga la solita Parma ipocritamente "civile, solidale, europea, democratica, etc. etc. etc." non saranno licenziati: l'assessore dice (dicono i giornali) che non vi sono gli strumenti di legge per farlo (e noi che credevamo che Brunetta avrebbe risolto tutti i guai!), a meno che non vengano pescati a rubare.
E i responsabili politici? Cioè colui che a Parma ha convocato altri sindaci per promuovere la Carta gentilmente concessa da Maroni? Chiedere scusa? Ma nemmeno per sogno! Del resto chi glielo fa fare? La Uil che difende a spada tratta i vigili? La Cisl che non è andata alla manifestazione di protesta? O l'immancabile e ambiguo PD (toh, esiste ancora) che stigmatizza l'accaduto ma non chiede il conto politico della faccenda?
Alla fine tutto come prima. Ci dimenticheremo presto di tutto ciò: c'è il Festival Verdi, il Correggio, Mercanteinfiera... per chi vuole affrontare grane anzichè i luccichii della città ducale, al massimo c'è il Parma che marca male anche in serie B.
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mercoledì 1 ottobre 2008
Il libro che aspettavo
Chiappucci esultante sul traguardo del Sestriere. Per lungo tempo è maglia gialla virtuale. Indurain insegue (ahimè aiutato da Bugno) ma crolla ai 2 km dal traguardo. Vincerà ugualmente quel Tour proprio davanti al Diablo.
Fabio Casartelli nel suo giorno più bello: medaglia d'oro nella prova su strada ai Giochi Olimpici di Barcellona, nel 1992, quando correvano ancora i dilettanti. Batte allo sprint Erik Dekker, da poco ritiratosi dal professionismo
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