lunedì 14 giugno 2010

Del mondiale me ne frego

Del mondiale me ne frego. Esattamente come me ne frego di Sanremo, del delitto di Garlasco e di tutte quelle cose che ti vengono proposte in maniera pedante ed invadente quasi che tu fossi obbligato a seguirle per forza. Quasi che quello che ti viene propinato, e non quello che vuoi tu, è il centro di tutto.
E' come se ad una persona che non disdegna il gelato venisse posto l'obbligo di mangiarne un chilo tutti i giorni: il gelato gli andrebbe di traverso. Ecco, a me il pallone è andato di traverso, da tanti anni oramai. Da quando i calciatori sono diventati star a cui tutto è permesso e successivamente perdonato, dallo sputare agli avversari (nemmeno poi in una fase concitata di gioco), all'ostentare fidanzate-veline, all'evadere il fisco, etc. Da quando ho capito che tutto si è trasformato in un grande panem et circenses nazionale in cui per giunta partite e campionati sono "aggiustati". Da quando manipoli di ultras ricevono soldi dalle squadre e tengono in pugno l'ordine pubblico (pagato dai cittadini) tutte le domeniche dell'anno.
Non accetto più questi c.t. "divi", così supponenti che manco fossero luminari della scienza, a cui si alternanano c.t. quasi pagliacceschi, quasi che l'importante non sia allestire una buona squadra ma diventare personaggio: ecco, dal 1992 alla guida della Nazionale, tranne la breve parentesi di una persona con una dignità straordinaria (Dino Zoff: l'uomo che con poche parole e gesti concreti ha zittito l'uomo più potente d'Italia: avete mai più sentito il Nano ricordare l'episodio delle sue critiche a Zoff?) e quella di una persona perbene (Donadoni) che si è visto criticare dal suo predecessore-successore privo delle più elementari norme di galateo sportivo, si sono succeduti personaggi che poco mi andavano a genio.
Ma al di là di questo, non sopporto l'isteria collettiva da Mondiale. Quindi non reggo:
- gli strilli allo spasimo ad ogni "possesso palla" di chi non capisce 'na mazza di calcio;
- le bandiere esposte al terrazzo (ma perchè non le espongono il 2 giugno? Ah, già... il 2 giugno. Chi gli spiega cos'è il 2 giugno?)
- le sfilate (oramai basta anche una vittoria al primo turno contro la Guinea Bissau per fare la sfilata) in cui in troppi si sentono autorizzati a sfasciare tutto.
- l'inno nazionale trasformato oramai in Inno della Nazionale, poi ridimenticato per altri 4 anni.
- i 60 milioni di cittì da salotto
- i calciatori che pensandosi eroi nazionali si mettono a parlare di politica e i politici che pensandosi più simpatici si mettono a parlare di calcio
- la necessità di 651 approfondimenti tv in cui non si approfondisce un bel niente.
- l'impossibilità, per chi non ama il calcio, di vedere qualcosa di alternativo in tv.


Con tanta nostalgia per quando il calcio e i calciatori erano cose più normali e popolari, meno esasperate e meno distrazioni di massa.
Con tanta nostaglia per Bearzot e per Vicini.
Con nel cuore la dignità di Zoff e la serietà di Scirea.
Con il ricordo di commentatori pacati e sobri come Martellini e non assatanati come quelli di oggi.
Con tutto ciò non guaro il mondiale e non tifo Italia.
Me ne frego.
E spero che la prossima partita sia di pomeriggio così non c'è traffico e in strada con la bici si sta chè una meraviglia.

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